mamikazen

Je ne te parle pas, je chante pour moi-meme, je chante pour moi-meme et je pense. Il n'est pas défendu de penser.
venerdì, 29 maggio 2009

Ponte ponente ponteppì.

La famiglia Marlowe, che da tre anni non si muove da casa, va in vacanza.

La famiglia Marlowe va in vacanza in un posto vicino a casa, comodo, con molte piscine e monti tranquilli intorno (capito, Ballerina?).

I Marlowe augurano a tutti un buon fine settimana e un buon ponte del due giugno. Buon inizio d'estate ad amiche, amici, mariti, mogli, figli, amanti.

Saluti e baci.
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categorie: bambini, diario, famiglia, vacanza, ballare
mercoledì, 27 maggio 2009

Monomaniaci.

"Non mi si accende più l'i-pod, capisci? cioè, premo il tastino con la freccetta e non si accende, non parte! oddio, cosa sarà? devo andare alla Apple? ma io non vivo, senza, non cammino, non riesco ad arrivare al lavoro, non sopravvivo, ci sono tutti i miei pezzi di musica dentro, aiuto, qualcuno mi aiuti!"

"Mamma posso tenere lo zaino dei gormiti? mamma, posso andare alla scuola materna domani con lo zaino dei gormiti? mamma, posso cenare con lo zaino dei gormiti? mamma, posso dormire con lo zaino dei gormiti?"

"UUUUUUUUUUAAAAAAAAAAAAHHHHHHHH"
"Guanciabella, il succhino di pera è finito, però c'è quello di mela..." "UUUUUUUUUUAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHH"
"E' buono, quello di mela, amore... ti ci metto la cannuccia, guarda bella, bianca e rossa..."
"UUUUUUUUUUUUUUUAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHH"
"Ti dò il lattone buono buono, oppure l'ace, l'aranciata...
"UUUUUUUUUUUUAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHH"
"Un wisky?"
postato da: mamikazen alle ore 22:47 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: musica, bambini, diario, famiglia, pazzia, femmine, droghe pesanti, personalitĂ  borderline
mercoledì, 27 maggio 2009

La lista.

"Cos'è quel foglio?"
"La lista dei concerti di luglio del Filarmonico".
"Ah."
"Ecco, si comincia il 19 giugno con un concerto delle Insolite a Auditore..."
"Ma non erano i concerti di luglio del Filarmonico?"
"Sì, ma in mezzo ci sarebbero anche le Insolite..."
"Ah. E questi... cosa sono? EH? Domenica 5, lunedì 6 e martedì 7 luglio? Ma che..."
"Ehm, e poi ci sarebbe mercoledì 8 a Pesaro con le Insolite. Però vedi, questo di domenica 5 è alla basilica di Pomposa, ci sei mai stato tu a Pomposa?"
"No."
"E' bellissima, favolosa, pensa cantarci dentro Misa Criolla e Navidad Nuestra, sarà fantastico! E poi il giorno dopo saremmo alla rocca di Imola che è stupenda, ci ho cantato i più bei Carmina Burana della mia vita, con una luna rossa enorme che galleggiava dietro la testa di Ad mentre ci dirigeva, io e la Bellissima eravamo arrivate di corsa in macchina all'ultimo minuto perché lavoravamo e siamo rimaste senza fiato davati alla rocca... non posso proprio perdermela, Imola... e il 7 e l'8, dopo, sono a Pesaro."
"E poi c'è il 19, il 23, il 26, il 30 e pure il 6 agosto."
"Ehm, c'è anche un concerto delle Insolite il 29, a Palazzo Ricci..."
"Ah."
"Però gli unici fuori Pesaro sono Pomposa, Imola e S. Ginesio..."
"Ah."

Cercasi nuovo compagno disposto a tollerare una ragazza stagionata ma molto ben conservata, moderatamente intelligente, moderatamente colta, non particolarmente rompipalle, vivace, di compagnia, affettuosa, a volte molto affettuosa, di poca spesa (scarpe a parte), che due mesi l'anno (dicembre e luglio) impazzisce e non pensa ad altro che ad emettere suoni striduli con accompagnamento di pianoforte, orchestra o a cappella, al seguito di un piccolo tiranno bizzoso e lunatico o di una decina di signore palesemente in fuga da vari istituti psichiatrici.
domenica, 24 maggio 2009

La Bellissima.

"It's a pretty good crowd for a Saturday
and the manager gives me a smile
for he knows that it's me they've been coming to see
to forget about life for a while."

Billy Joel, The piano man



Molti anni fa, esistevano due cori.

Uno era formato da voci delicate, precise, angeliche, e cantava musica sacra e popolare. L'altro era l'Armata Cigno. Composto da carrarmati, pompava musica lirica a tutto volume. Tutti e due i cori erano diretti da Ad, il Maestro-factotum dalla personalità multipla, pastore di angeli e meccanico specializzato in mezzi pesanti.
Nel coro degli angeli, l'angioletto più angelico era la Bellissima.
Mamikazen naturalmente cantava nell'Armata Cigno, e tramortiva l'uditorio a suon di "Giùbilo", "Valòr" e "Tregènda". Ma quando nei dintorni si esibiva il Coro Angelico Mamikazen vestiva il saio, si flagellava un po' e poi, adeguatamente pentita, se ne andava ad ascoltare gli angeli.
La Bellissima era sempre lì, al centro esatto delle schiere angeliche, una ragazzina magra e lunga con una cascata di capelli scuri che pesavano più di lei, e gli occhi neri da cerbiatta egizia puntati fissi su Ad. Il quale ogni tanto con un gesto zittiva le schiere angeliche e lasciava cantare l'angioletta dai capelli lunghi, che mentre cantava ballava, posseduta dalla musica, e mandava le sue note limpide e dritte a rotolare felici sul pubblico, che si beava e sorrideva e, per un momento, dimenticava tutto il resto.

Un giorno Ad decise che di due cori se ne poteva fare uno solo. Andò da Mamikazen e le comunicò: "Unisco i cori. Quando ci sarà bisogno, la Bellissima farà la solista."
Mamikazen, da sempre dotata di  un controllo psico-verbale infinitamente minore rispetto a quello posseduto da Maestro Ad, rispose: "Che bello! Fantastico! Sarà stupendo, non vedo l'ora, quando iniziamo? hai avuto una splendida idea!"
"Bene", rispose Ad.

Andò così, che per molti anni ancora Mamikazen e la Bellissima cantarono insieme, condividendo note, panini, caffè, amicizie, vicissitudini sentimentali, matite per gli occhi e russate sui pullman. Ma la vita dei cori, e so che da fuori non lo si direbbe, è una vita romanzesca e turbolenta, che Dickens non ci ha mai scritto su un romanzo, ma gli sarebbe venuto bene. Fu così che per varie rocambolesche vicissitudini esistenzial-corali prima Mamikazen, poi la Bellissima uscirono dal coro.
Mamikazen però, avendo la testa dura come il nucleo imploso e gelido di una nana bianca, poi tornò, passando sopra come un trattore a tutta una serie di cose e persone, percomi e percui.
la Bellissima, invece, non tornava. E Mamikazen, pur cantando con lei in "Quell'Altro Coro", continuava a sentirne parecchio la mancanza.

Qualche giorno fa, prima delle prove, Maestro Ad si è messo a sedere vicino a Mamikazen e le ha comunicato: "Ho telefonato alla Bellissima e le ho chiesto se viene a fare la solista nella Gospel Mass."
"Fantastico! Grande, Ad, hai avuto una splendida idea! Bello, meraviglioso, sublime!" ha esternato Mamikazen, saltando sulla sedia in preda ad euforia molesta.
"Ha la voce adatta", ha replicato Ad.
"Eh, certo! Cioè, lei ha la voce adatta a qualsiasi cosa, però i gospel... che bello, vedrai come ci divertiremo, hai avuto un'idea fantastica, bravo Ad!"
"Bene."

La Bellissima ha accettato.

Non vedo l'ora di cominciare.




N. d. A.: nessun corista ha subito maltrattamenti durante la stesura di questo post.
Il Coro Angelico esiste ancora, e Mamikazen coglie l'occasione per porgere saluti e baci al Pianista Poliglotta e alla Mitica Giorgia.
sabato, 23 maggio 2009

Gone with the shoes.

Ho terminato il cambio dell'armadio.

E giuro davanti a Dio, e Dio mi è testimonio che non comprerò mai più un paio di scarpe.

postato da: mamikazen alle ore 18:48 | link | commenti (6) | commenti (6)
categorie: diario, pazzia, incubi, vomito, femmine, droghe pesanti, personalitĂ  borderline
venerdì, 22 maggio 2009

Tolleranza zoro.

Per tutti quelli che vorrebbero far entrare in Italia orde di barbari neri, zozzi e cattivi.

Per tutti quelli che, rammolliti, ogni tanto si lasciano pendere da un nostalgico afflato di paccottiglia democratica sinistrorsa.

Per tutti quelli che difendono a tradimento i giudici, per i burini che ancora credono nella scuola pubblica, per gli imbecilli che pensano che 'fare politica' sia sinonimo di 'esercizio della democrazia'.

Per tutti quelli: tolleranza zoro.

Buon weekend.

postato da: mamikazen alle ore 23:01 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: pensieri, musica, diario, passione, politicamente scorretto, blues, personalitĂ  borderline, blogburismo
giovedì, 21 maggio 2009

Tredici anni.

Oggi mi lamentavo di me stessa.

"Mamikazen", mi dicevo, "perdiamine, non impari mai. Continui allegramente a dire la cosa sbagliata al momento sbagliato, esattamente come quando avevi tredici anni."

Stavo per deprimermi, quando mi è tornato in mente questo.

postato da: mamikazen alle ore 23:07 | link | commenti (7) | commenti (7)
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giovedì, 21 maggio 2009

Il corridoio dei passi perduti.

09051920373400

La Camera è molto silenziosa.
Alle due di pomeriggio, ci sono un paio di signori anziani che fumano nel bel cortile con la fontana, un signore anziano che sui divanetti della veranda parla concitatamente ma sempre sottovoce a un telefono buffamente incassato in un bracciolo, lamentando il comportamento delle testate giornalistiche nel caso di cui.

Il corridoio dei passi perduti, detto anche Transatlantico, sembra uscito da un film di Luchino Visconti. Lampadari a forma di bolla come nel sommergibile del Capitano Nemo, legno accanto al cuoio accanto al metallo, segnati dalle linee geometricamente sensuali del liberty. Seduti su grosse poltrone, alcuni signori anziani parlano al cellulare o consultano le loro agende non elettroniche. Comincio a credere di essere finita per sbaglio al Senato, quando una bella ragazza dall'apparente età di trentacinque anni, drammaticamente alta e bionda, attraversa la sala.

La nostra guida sa un sacco di cose di architettura, storia, procedura ed etichetta. Ci fa scivolare silenziosamente lungo i silenziosi corridoi, persino le due classi di scuola media che sono con noi tacciono mute. Nel silenzio risuona, ingigantito e solo, il tintinnìo della cavigliera di Mamikazen, che amplificato in quell'aulico loco pare l'eco del sonaglio dei monatti, di manzoniana memoria.

La Camera è come in tivvù, ma vera. La nostra guida ci spiega le vetrate, i dipinti murali a cera, la destra e la sinistra. Ci accompagna nella sala Aldo Moro, nella sala della Lupa e infine nella Sala della Regina, dove oggi si rende omaggio al Cigno. Sei classi di scuole medie e superiori si dispongono sulle sedie rosse e dorate, la nostra guida scompare e ricompare immobile a un lato della sala, munita di immacolati guanti bianchi. Tutto sembra procedere con una perfezione di modi e tempi non umana, e fuori dal tempo. Una ad una arrivano le autorità comunali, provinciali, regionali, e quelle che hanno spiccato il volo e ormai da anni sono planate su Roma, ma non dimenticano di essere nate nella città del Cigno. Mamikazen, prudentemente rintanata nelle retrovie, suggerisce che per un ipotetico fronte anarcoinsurrezionalista pesarese questa sarebbe un'occasione bombarola davvero unica.

Poi entra Fini e tutti stanno definitivamente zitti, mentre il presidente sorride con un sorriso che sembra molto più naturale di quello che si vede in tivvù, pronuncia un bel discorso parlando molto bene di Cignocittà, poi mentre si siede dice una battuta, non volgare, non sfacciata, non violenta, una battuta piccola e simpatica, detta non per aggredire l'uditorio sotto la cintola ma per far rilassare un po' tutti, su quelle poltroncine dorate e maledettamente scomode. Il Presidente si siede, e appoggia sul tavolo due belle mani, lunghe e sottili.

Poi parlano Giovanelli, Cagli, Arruga, Narici e Daverio, tutti a dire quant'è straordinario il Cigno, quant'è moderno, quant'è indispensabile. Sugli schermi scorrono le immagini della Fondazione, del Conservatorio, del Teatro e di Casa Cigno, e per alcuni devastanti secondi Mamikazen vede le facce delle colleghe N. e S. che, al rallentatore, sorridono, vendendo a un gruppo di turisti le calamite con la faccia del Cigno.
Anche Fini le vede.

Quando tutto è finito e ci si alza per uscire, un po' meno in silenzio - e per questo infatti si verrà poi redarguiti, sulle scale, dall'ennesima usciera in guanti bianchi, a Mamikazen vengono in mente tre cose.
La prima è, un febbraio di ventuno anni fa, una Mamikazen molto giovane e molto magra stesa su un letto d'ospedale, con una cicatrice di dieci centimetri lungo un fianco e tubi ovunque, con la musica di Rossini a tutto volume nelle orecchie e il sogno di salire su un palcoscenico e cantare, almeno una volta nella vita.
La seconda è una Mamikazen ancora piuttosto giovane che va camminando a grandi passi a un colloquio di lavoro, con la musica di Rossini a tutto volume nelle orecchie e grandi progetti in testa per far amare la musica del Cigno ai ragazzi.
La terza è una Mamikazen non più giovane che sul palcoscenico c'è salita un sacco di volte, e ha cantato fino a sputare l'anima, e ha portato centinaia e centinaia di ragazzi a Casa Cigno a scoprire ed ascoltare, una Mamikazen che mentre ha un fugacissimo lampo di consapevolezza di quello che è riuscita bene o male a combinare in questi anni, mettendo tra l'altro al mondo due figli strabiliantemente belli, nel mentre già pensa e sogna, scrutando con le rotelle ai massimi giri una certa chierica bizzosa alcune file più avati, una chierica che Mamikazen si è messa in testa di condurre a più miti consigli, nonostante tutti le dicano che è meglio lasciar perdere, e cambiare strada.
E' bello realizzare qualche sogno.
E' indispensabile continuare ad averne.
Molti.
Credo lo chiamino diversificare il rischio.
lunedì, 18 maggio 2009

Il corvo.


Le corbeau
Caricato da gotti57 - Full seasons and entire episodes online.



Per quanto mi paia impossibile, evidentemente il mondo è pieno di gente che non ha nulla da fare.
postato da: mamikazen alle ore 19:35 | link | commenti (7) | commenti (7)
categorie: pensieri, diario, pazzia, amicizia, uomini, sesso, incubi, passione, femmine, droghe pesanti
lunedì, 18 maggio 2009

Gentile Presidente Fini.

Gentile Presidente Fini,
domattina verrò a Roma con una delegazione di Cignocittà.
I filologi della Fondazione Cigno consegneranno l'edizione critica del Cigno alla biblioteca della Camera.
Assieme ai filologi della Fondazione Cigno, ai professori del Conservatorio Cigno, ai signori del Cigno Opera Festival, alle autorità di Cignocittà, a quattro classi di scuola superiore e due classi delle medie con relativi professori, ci sarò anch'io, e mi ciuccerò quattro ore e passa di pullman nella segreta speranza che la guida che ci accompagnerà a visitare la Camera sia in grado di colmare le mie devastanti lacune in materia di funzionamento degli Organi di Governo.
Vedremo.
postato da: mamikazen alle ore 19:10 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: musica, libri, diario, lavoro, insonnia, ballare, lirica, rossini

Chi sono

Utente: mamikazen
Un'azdora folle e sconclusionata, una mamma piezz'e core, una moglie un filino impegnativa, una lavoratrice (inde)fessa, una corista against all odds, una parlatrice a vanvera. Drop in and get lost.

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