"It's a pretty good crowd for a Saturday
and the manager gives me a smile
for he knows that it's me they've been coming to see
to forget about life for a while."
Billy Joel,
The piano man
Molti anni fa, esistevano due cori.
Uno era formato da voci delicate, precise, angeliche, e cantava musica sacra e popolare. L'altro era l'Armata Cigno. Composto da carrarmati, pompava musica lirica a tutto volume. Tutti e due i cori erano diretti da Ad, il Maestro-factotum dalla personalità multipla, pastore di angeli e meccanico specializzato in mezzi pesanti.
Nel coro degli angeli, l'angioletto più angelico era la Bellissima.
Mamikazen naturalmente cantava nell'Armata Cigno, e tramortiva l'uditorio a suon di "Giùbilo", "Valòr" e "Tregènda". Ma quando nei dintorni si esibiva il Coro Angelico Mamikazen vestiva il saio, si flagellava un po' e poi, adeguatamente pentita, se ne andava ad ascoltare gli angeli.
La Bellissima era sempre lì, al centro esatto delle schiere angeliche, una ragazzina magra e lunga con una cascata di capelli scuri che pesavano più di lei, e gli occhi neri da cerbiatta egizia puntati fissi su Ad. Il quale ogni tanto con un gesto zittiva le schiere angeliche e lasciava cantare l'angioletta dai capelli lunghi, che mentre cantava ballava, posseduta dalla musica, e mandava le sue note limpide e dritte a rotolare felici sul pubblico, che si beava e sorrideva e, per un momento, dimenticava tutto il resto.
Un giorno Ad decise che di due cori se ne poteva fare uno solo. Andò da Mamikazen e le comunicò: "Unisco i cori. Quando ci sarà bisogno, la Bellissima farà la solista."
Mamikazen, da sempre dotata di un controllo psico-verbale infinitamente minore rispetto a quello posseduto da Maestro Ad, rispose: "Che bello! Fantastico! Sarà stupendo, non vedo l'ora, quando iniziamo? hai avuto una splendida idea!"
"Bene", rispose Ad.
Andò così, che per molti anni ancora Mamikazen e la Bellissima cantarono insieme, condividendo note, panini, caffè, amicizie, vicissitudini sentimentali, matite per gli occhi e russate sui pullman. Ma la vita dei cori, e so che da fuori non lo si direbbe, è una vita romanzesca e turbolenta, che Dickens non ci ha mai scritto su un romanzo, ma gli sarebbe venuto bene. Fu così che per varie rocambolesche vicissitudini esistenzial-corali prima Mamikazen, poi la Bellissima uscirono dal coro.
Mamikazen però, avendo la testa dura come il nucleo imploso e gelido di una
nana bianca, poi tornò, passando sopra come un trattore a tutta una serie di cose e persone, percomi e percui.
la Bellissima, invece, non tornava. E Mamikazen, pur cantando con lei in "Quell'Altro Coro", continuava a sentirne parecchio la mancanza.
Qualche giorno fa, prima delle prove, Maestro Ad si è messo a sedere vicino a Mamikazen e le ha comunicato: "Ho telefonato alla Bellissima e le ho chiesto se viene a fare la solista nella Gospel Mass."
"Fantastico! Grande, Ad, hai avuto una splendida idea! Bello, meraviglioso, sublime!" ha esternato Mamikazen, saltando sulla sedia in preda ad euforia molesta.
"Ha la voce adatta", ha replicato Ad.
"Eh, certo! Cioè, lei ha la voce adatta a qualsiasi cosa, però i gospel... che bello, vedrai come ci divertiremo, hai avuto un'idea fantastica, bravo Ad!"
"Bene."
La Bellissima ha accettato.
Non vedo l'ora di cominciare.
N. d. A.: nessun corista ha subito maltrattamenti durante la stesura di questo post.
Il Coro Angelico esiste ancora, e Mamikazen coglie l'occasione per porgere saluti e baci al Pianista Poliglotta e alla Mitica Giorgia.