Questi parrucconi, che dicono che gli piace la carne giovane, a loro.
Questi signori coi capelli bianchi o tinti, la pancia, gli improbabili completi tristi e l'aria affranta di chi si sente al capolinea, improvvisamente si convincono che una minigonna e una bocca senza rughe possa fermare il tempo, il loro tempo, possa esorcizzare la malattia, la vecchiaia, le plàncighe.
E tutti lì a dire "quanto mi piacciono, quanto son belle, giovani, fresche, interessanti", tutti lì a sudare, a far finta di sentirsi a proprio agio a ballare nei locali con le maniche della camicia arrotolate e le lune piene di sudore sotto le ascelle.
E tutti lì a pagare, sian soldi, o regali, o appartamenti, o posti di lavoro.
Ma non vi crederete davvero di averla inventata voi, 'sta cosa, vero? Che nel Satyricon c'è il racconto del vecchio che pur di farsi la ragazza fa nascondere un servo sotto il letto per farsi dare "una spintarella" al momento giusto.
E poi c'è questa storica canzone, che di voi e delle sbarbine dice già tutto, carissimi, e son trent'anni fa...
Un'azdora folle e sconclusionata, una mamma piezz'e core, una moglie un filino impegnativa, una lavoratrice (inde)fessa, una corista against all odds, una parlatrice a vanvera.
Drop in and get lost.