In alto loco, in quell'empireo lontano dalle leggi umane dello spazio e del tempo in cui vivono loro, I Capi, si è deciso di riaprire i Musei Civici il quattro di luglio.
In basso, nel nostro mondo, a quattro giorni dal quattro di luglio le sale dei Musei sono una bolgia infernale di polvere, facchini, elettricisti, pinze, restauratori, architetti, mandrini del 4, cornici a foglia d'oro, impiegati dispersi, tappi a vite, orologi antichi della Marchesa che non si sa dove cazzo mettere, il tutto sormontato dallo stentoreo rombo del nuovissimo condizionatore che però, dicono, quando andrà a regime sarà più silenzioso di un gattino che fa le fusa. Dicono.
In mezzo alla bolgia se ne sta Mamikazen, inerpicata al colmo di una scala a libretto ad incartare in un magico velo di tessuto-non-tessuto
La caduta dei giganti di Guido Reni. Ora, Mamikazen soffre le vertigini sulle scale di casa, sui tacchi, a volte persino stando ferma a piedi nudi sulla spiaggia. Pertanto se ne sta lì, con un braccio avviticchiato al colmo della scala, mentre con l'altro cerca di arpionare con un lembo di stoffa l'angolino superiore del secentesco quadrone emiliano, rattrappita dal terrore di cadere e vieppiù, nella caduta, di causare danno alla celebre tela.
Un tecnico del centro operativo si ferma sotto di lei.
"Scusa, ma è vero che Apollo si trasformava in animale per conquistare le donne? quella Marzia, per esempio. Com'è andata, con quella Marzia?"
"Marzia? Mah... veramente... a me non risulta nessuna Marzia..."
"Come no, c'è anche di là nelle ceramiche!"
"Ah, MarSia! Apollo e Marsia! Ma non era una donna, era un uomo che aveva sfidato Apollo e aveva perso, ed era finito scuoiato."
"Un uomo? ma lì non sembra, sembra una donna."
"Era un uomo, è che a volte i ceramisti gli facevano un po' di tette, e sembrava una donna."
"Ah! Allora era un trans."
"..."
Interviene, salvifico, il collega G.
"A lei devi chiedere di Rossini, devi chiedere. Che sa tutto."
Il tecnico corregge il tiro.
"Senti, allora: è vero che Rossini usava uno stantuffo al posto del Viagra?"
Domattina devo incartare tutta la sala Cantarini.
Tornate fiduciosi.