Prima versione.
Mattina, museo. Mamika in calzoncini e maglietta si presta a lavori di bassa manovalanza - incartare quadri, spacchettare quadri, pulire l'angelo ribelle di Nanni Valentini con il pennello e l'aspirapolvere.
Mamika torna a casa alle due coperta di polvere, ragnatele e scaglie di vernice. Puzza di cane morto da due giorni. Si lava e si cambia la maglietta.
Pomeriggio, laboratori del museo. Mamika in maglietta (pulita) e calzoncini ("diversamente puliti") coadiuva la collega P. nella realizzazione di un laboratorio per le solite quaranta persone, dedicato alla Sinagoga Sefardita e al tradizionale gioco della trottola ebraica. Mamika torna a casa alle otto sporca di acquerello, tempera, pennarello, colla a caldo. Puzza di cane morto da tre giorni.
Seconda versione.
Sera, Mamika deve andare alle prove di canto. Si fa quindi una doccia per grattar via la sugna dei musei, poi ci pensa un po' e decide di indossare un abitino aderente a fiorellini verdi. Poi ci pensa un altro po' e decide di mettere le scarpe col tacco alla Betty Boop. Poi, senza pensarci, si trucca un pochino e mette anche il rossetto rosso. Una mezz'oretta dopo, Mamika fa il suo ingresso nel salone di Via Confalonieri dove ancora ci sono solo i tenori che ripassano i Carmina Burana. Mamika ancheggia fino al suo posto in prima fila.
Il maestro Vlad interrompe la prova.
"Ho capito che vi siete distratti per guardare la Mamikazen che entrava, anch'io mi sono distratto, l'avete guardata per bene? Possiamo continuare? Fate come me, imparate la parte a memoria, così poi potete godervi lo spettacolo di tutte le belle donne che entrano."
Vedi tu, che miracoli possono fare una doccia, un vestitino e un po' di trucco.

Prima
versione

Seconda
versione