mamikazen

Je ne te parle pas, je chante pour moi-meme, je chante pour moi-meme et je pense. Il n'est pas défendu de penser.
mercoledì, 04 novembre 2009

Absence

I fell silent
and helped myself
with another spoonful
of sugar
the pillow called
I didn't answer
the sky went askew
I mended
the shameful scar
and prayed
absentmindedly.
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categorie: pensieri, musica, amore, diario, insonnia, vomito, blues, dormire, femmine, bambole, camminare
mercoledì, 21 ottobre 2009

Mamik Obama.

Ore 20.30.
Il sotterraneo della scuola media è un ventre di mamma, largo, comodo, accogliente, conosciuto, caldo. Il brusìo dei coristi che si sistemano è come il ronzìo soddisfatto che proviene da un alveare colmo di miele.
Entro e mi tolgo il cappotto e gli strati di maglie e sciarpe che fingono di proteggere le mie sfigatissime mucose dal freddo cruento di questa stramaledetta città, che vanta il tasso di umidità più alto della costa adriatica.
Mi accomodo su una sedia della fila dietro, in mezzo, nascosta, defilata, imboscata, al riparo dagli entusiasmi delle entusiaste della prima fila, al sicuro dalle tempeste imrovvise di Ad. Dalla mia nicchia comoda mi pongo in pigra contemplazione della felpa verde raganella sfoggiata dal Pianista Poliglotta. Una felpa attillata anni '70, con una lunga cerniera bianca e le maniche strette che arrivano fino...

"MAMIKAZEN!"
una collega mi si è improvvisamente materializzata addosso, saltando il muro di bassi e contralti che ritenevo, erroneamente, invalicabile.
"QUEL COMMENTO, ANCORA, PERCHE', MA INSOMMA, CHE FASTIDIO DIAMO, E POI CON LORO SIAMO AMICHE, IO NON CAPISCO"
"Aspetta, ferma. Non è vero che non capisci, lo sai benissimo com'è."
"SI'. E ALLORA?"
"E allora le ragioni stanno un po' di qua e un po' di là, del resto l'hai detto tu, siamo amiche, no?"
"Eccerto..."
"Ecco. Allora capita che una si sfoga, no? E dice le cose come se le sente, no? del resto su quell'argomento specifico la penseremo sempre in modo diverso, non dimenticare la ruggine che c'è dietro, anche loro hanno dei motivi, è un argomento delicato."
"Hai ragione."
"Non lo so se ho ragione, ognuno continuerà a pensarla come la pensa, credo."
"Già."
"Già."

Per fortuna comincia Mozart, e per un'ora e mezza c'è solo lui, declinato in ogni possibile forte e piano e staccato e legato e crescendo, diminuendo, pianissimo. Il collo si rilassa, il respiro si allarga. Mi concentro solo sulla colonna di fiato che va dalla pancia alla testa, sulle voci dei compagni, sui suoni del piano. E sulle mani di Ad, perché se fai tutto bene non esisti, ma se poco poco ritardi un attacco finisci fulminato, e non c'è nascondiglio che tenga.
Poi si continua con Haendel, Borodin, poi si danno gli appuntamenti, gli orari...

"MAMIKAZEN!"
Un'altra collega insorge.
"HAI SENTITO COS'HA DETTO?"
"era una battuta, credo."
"NON ERA UN BATTUTA! CE L'HA CON ME!"
"Boh. Dici? Può anche essere. Chiediglielo."
"IO? SARA' LUI CHE ME LO DEVE DIRE!"
"Sì, forse. Potrebbe essere, ma non funziona così. Se c'è qualcosa che ti dà fastidio devi andare lì e dirgli 'ascoltami bene, questa cosa mi dà fastidio'."
"MA FIGURATI SE NON SE N'E' ACCORTO!"
"Non se n'è accorto. Non si accorge. Gli devi scrivere un cartello, molto grosso."
"LO FA APPOSTA! MA ADESSO LO FACCIO ANCH'IO."
"Abbassa il volume. Può anche darsi che l'abbia fatto apposta. Ma se lo fai tu, non se ne accorgerà. Puoi fargli tutte le battute che vuoi. O glielo dici chiaro, o lasci perdere."
"Dici? davvero non si accorge?"
"Come l'acqua fresca. Guardalo."
Ad ha gli spartiti in mano, sta spiegando una cosa al pianista mentre con un cenno richiama La Bionda, che ha le adesioni per il concerto.
"Non s'è accorto."
"Te l'ho detto."
"Hai ragione."
"Non lo so, se ho ragione."
"Grazie."
"Prego."

Mi alzo, mi rimetto il cappotto. Passo dietro Ad.
"Ad, giovedì alle prove non ci sono."
"Hrmh..."
"Buonanotte."

A me, il Nobel per la pace, mi fa un baffo.

domenica, 18 ottobre 2009

Noccioline.

"Amore, ti è piaciuto il concerto delle Insolite Note?"

"Sì."

"Ho cantato bene?"

"Sì, mamma."

"E quale pezzo ti è piaciuto di più?"

"Le noccioline."


Al cinquenne, la cosa che piace di più dei nostri concerti è il buffet che segue.

Magari a qualcuno di voi può piacere anche la parte canora...





Per le Insolite Lettrici: ho scelto questa perché tra quelle a cappella mi sembrava la più equilibrata, vocalmente, e con gli attacchi e stacchi migliori. Quell'incubo di tastiera è inascoltabile, dobbiamo liberarcene, mi ricorda "Christine - la macchina infernale", senza alcun riferimento alle nostre Cri, naturalmente.
postato da: mamikazen alle ore 22:31 | link | commenti (9) | commenti (9)
categorie: musica, bambini, diario, amicizia, insonnia, femmine, coro, droghe pesanti, personalitĂ  borderline
lunedì, 05 ottobre 2009

Pinocchio.

Ore due del mattino.
Dalla stanza dei bambini si leva un ululato.
"BABBOVOMITOUUUUUUUUUUUUMGHHHHHHHHHH...!!!!!!!!"

La mezz'ora successiva trascorre a cambiare il cinquenne, cambiare il letto, caricare la lavatrice, impedire al duenne di mettere in atto il piano diabolico che prevede sveglia definitiva nel cuore della notte e maratona Teletubbies.

Ore cinque del mattino.
Dal bagno si leva un ululato.
"BABBOOOOOGNGNGNGNNNN... HO FATTO LA CACCADDOSSO!"

La succesiva mezz'ora trascorre a cambiare il cinquenne, infilargli un pannolino, metterlo a dormire nel lettone perché non ci se la fa a cercare altre lenzuola pulite, aspettare che la lavatrice abbia finito il ciclo tanto ormai mancano cinque minuti, caricarne un'altra, verificare la respirazione del duenne che stavolta, nel casino, non si è nemmeno svegliato.

Dalle cinque e trenta alle sette del mattino.
Accucciarsi sull'orlo del lettone fingendo di dormire e ogni tanto girarsi di scatto urlando "TI VIENE DA VOMITARE?", perché il cinquenne ha preso a fare strani suoni con le labbra fingendo i conati e divertendosi un mondo (lui).

Ore otto meno cinque.
Benché la sera prima si fosse deciso, visto che per la mattina era in programma una riunione con il team di KindeRoss, di vestirsi da donna (abitino, cache-coeur, scarpa col mezzo tacco), decidere che dopo una notte del genere ci se la fa solo ad afferrare e buttar su quello che capita, vale a dire: salopette jeans al ginocchio (bancarella dei cinesi al mercato, dieci euro), maglietta bianca manica corta di Tezenis che si vede un po' il reggiseno in trasparenza ma chi se ne frega, chi vuoi che mi guardi il reggiseno stamattina, all-star blu usate modello Giovanni Allevi, calzino corto lilla, capello grigio libero, no trucco.

Ore nove e cinque.
Venire presentata al nuovo Dirigente del Settore Cultura - già Comandante della Polizia Municipale, già Direttore del Servizio Personale - vestita come Pinocchio, e con l'aria di una che passa le notti a fare a cazzotti con Mickey Rourke.
postato da: mamikazen alle ore 23:11 | link | commenti (8) | commenti (8)
categorie: bambini, diario, famiglia, lavoro, insonnia, incubi, vomito, ballare, femmine, droghe pesanti, personalitĂ  borderline
giovedì, 01 ottobre 2009

Il bel tacer.

Ci sono quelle volte in cui le parole dicono una cosa e il cuore un'altra.
Ci sono persone, sono convinta, che ne fanno uno stile di vita e ci si trovano bene.
A me invece le parole, quelle del cuore, mi s'infilzano a mezza via e non ho pace finché in qualche modo non le tiro fuori.
Trovo che sia una pessima abitudine.
Un amico che non sento da un po' direbbe che è come fare pipì in pubblico, probabilmente.
Ma non so come fare. In effetti, quando per stanchezza estrema il cuore sta zitto per un po', mi sento secca come una foglia al bordo della strada, una di quelle tristi, marroni, tutte accartocciate, che si vedono per terra di questi tempi.
Mah.
E' proprio vero, il bel tacer non fu mai scritto.
postato da: mamikazen alle ore 22:59 | link | commenti (4) | commenti (4)
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martedì, 29 settembre 2009

Misa Criolla

A volte, quando l'inverno è alle porte, fa bene ricordare certe cose.

Le lunghe notti d'estate, tipo, i concerti, gli abiti lunghi e leggeri e i pensieri e i sentimenti.

Ma di tutto questo avevo già detto in fretta qui, e poi ancora qui, subito dopo.
Avevo descritto le cose e le facce, per quel niente che possono le parole, nel descrivere le cose e le facce che son fatte di musica.

Finalmente qualcuno ci ha messo su youtube, così chi ne ha voglia può sbirciare e vedere se avevo detto bene, quella volta.
A 0.56 nel filmato c'è una bella bionda, che non sono io, ma subito appresso c'è una tizia rapata con gli occhi rotondi, che invece sono proprio io.


postato da: mamikazen alle ore 23:43 | link | commenti (20) | commenti (20)
categorie: pensieri, musica, ricordi, diario, sogni, insonnia, passione, blues, femmine, coro, droghe pesanti, filarmonitudine
martedì, 29 settembre 2009

The new commissario Soneri.

Un uomo per una volta scopa a caso, e bon.

Una donna per una volta scopa a caso e si ritrova coinvolta in un omicidio trucido, con il suo ex che è pure un commissario che la guata come fosse un incrocio tra una cacca di cane e un zecca malata, con un giro di droga e prostituzione minorile e una vecchissima volpe di magistrato che le ha ordito intorno una trama così losca, ma così losca che nemmeno Edmond Dantès.

Continuerò a guardare Soneri perché mi piace, nonostante la bella, lenta e triste regìa, la bella, lenta e triste sceneggiatura, le belle e tristi location e la bella e triste fotografia.

Certo però che è vero, le pari opportunità sono solo una bella e triste panzana.
postato da: mamikazen alle ore 22:52 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: diario, uomini, insonnia, blues, femmine, tivvĂą
venerdì, 04 settembre 2009

ah, le scarpe.

oh, dolci scarpe
splendide, arcuate
comode come pantofole
oppure altissime, che lo guardi
con un filo di disprezzo e ridi
e contemporaneamente lui pensa
speranzoso
"adesso mette male un piede
e mi cade in braccio".
le scarpe da ginnastica
sono una dichiarazione d'indipendenza
mi piacciono bianche
al massimo, con le strisce colorate
ne avevo un paio nere
ma mi sentivo triste e goffa
come Popeye
al funerale di coco chanel.
gli stivali sono
un pietoso compromesso
d'inverno, coi collant 70 den
e i calzettoni
la gonna d'amianto
fingi di essere la stessa
che girava seminuda in agosto
con le infradito.
le infradito, ah, quelle sì
fanno tanto Messalina discinta
in un quadrone pompier
d'un accademico di fine Ottocento.
le scarpe rosse
sono come una guepière
quelle rosa
una torta alla panna
i polacchini
bambini birichini
ma quelle che adoro
hanno il cinturino alla caviglia
e sussurrano
"c'è qualcosa
che ancora non sai
ma se vieni più vicino
te lo dico
nell'orecchio".
postato da: mamikazen alle ore 23:21 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: pensieri, diario, moda, pazzia, sesso, insonnia, passione, ballare, femmine, camminare, droghe pesanti, personalitĂ  borderline
giovedì, 03 settembre 2009

Buck Rogers

Ogni tanto mi vengono in mente queste cose strafiche di quando ero ragazzina.
Adoravo Buck Rogers.
 


postato da: mamikazen alle ore 22:27 | link | commenti | commenti
categorie: pensieri, ricordi, insonnia, passione, femmine, personalitĂ  borderline
domenica, 30 agosto 2009

Incubi

- c'era quest'uomo con le braccia di legno, ma tutto colorato. Poi eravamo a Paradise (*Paradise Beach, baretto sulla spiaggia, N.d.R.) e NON C'ERA LA LUCE!
- nel senso che non c'era il sole, o non c'era la luce elettrica?
- no, non c'era LA LUCE! io ero dentro il bar da solo, voi eravate andati via e io ero AL BUIO! E tu, mamma, cos'hai sognato stanotte?
- ho sognato Ad che suonava il clavicembalo in uno scantinato.

Il primo temporale estivo notturno di fine agosto ha scatenato una tempesta di incubi nelle menti più labili di casa Marlowe.
Per la cronaca, nonostante fossero ambedue affetti da virus, Marlowe padre e Guanciabella hanno continuato a dormire come ghiri.
postato da: mamikazen alle ore 22:14 | link | commenti (8) | commenti (8)
categorie: bambini, diario, famiglia, pazzia, insonnia, incubi, coro, personalitĂ  borderline, filarmonitudine

Chi sono

Utente: mamikazen
Un'azdora folle e sconclusionata, una mamma piezz'e core, una moglie un filino impegnativa, una lavoratrice (inde)fessa, una corista against all odds, una parlatrice a vanvera. Drop in and get lost.

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